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Google Home e Panasonic GA10

Da un po’ di tempo sono apparsi i cosiddetti Assistenti vocali, i più famosi fra questi sono: Apple Siri, Microsoft Cortana, Amazon Alexa e Google Assistant.

28 settembre 18

Da un po’ di tempo sono apparsi i cosiddetti Assistenti vocali, i più famosi fra questi sono: Apple Siri, Microsoft Cortana, Amazon Alexa e Google Assistant. Inizialmente inseriti in Smartphone, Tablet, Console di gioco e Computer, successivamente hanno iniziato ad assumere sembianze autonome, per lo più integrati in casse acustiche Smart. Naturalmente non si tratta di convenzionali casse acustiche, sono dispositivi Intelligenti e per funzionare come Assistenti vocali devono avere anche Microfono, Amplificazione e connessione Wi-Fi. Sorprendentemente la prima azienda a proporre un dispositivo di questo tipo è stata Amazon con Echo. Successivamente sono arrivati Apple HomePod, Google Home e Microsoft Invoke.

Quello che distingue questa generazione di Assistenti vocali è la capacità di interagire vocalmente utilizzando un linguaggio naturale. Questa evoluzione è parte degli studi sullo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale. L’obiettivo che si vorrebbe raggiungere è di realizzare delle tecnologie che consentano alle persone di comunicare con apparecchi e macchine come se dialogassero con altre persone. Gli assistenti vocali dovrebbero comprendere il senso di frasi costruite con parole d’uso comune e reagire coerentemente con le richieste ricevute.
Ovviamente è bene essere chiari sul fatto che questi assistenti vocali, per quanto evoluti, sono ancora lontani dal comprendere espressioni articolate e costruzioni verbali complesse. Nonostante questi limiti, iniziano comunque ad offrire una certa versatilità d’uso e la capacità di svolgere varie attività.

Perché iniziamo con Google Home

Pur avendo citato i quattro assistenti attualmente disponibili, in questa occasione dedicheremo la nostra attenzione a Google Assistant. Le ragioni alla base di questa scelta sono:

  • Disponibilità in lingua italiana
  • Diffusione di dispositivi con i quali sono in grado di interagire.

L’assistente vocale attualmente più diffuso nel mondo è Amazon Alexa, ed è anche quello che vanta la maggiore quantità di dispositivi compatibili. Il problema è che per ora non è disponibile in italiano, anche se questa compatibilità dovrebbe arrivare nel corso di novembre 2018. Quando arriverà la versione italiana di Alexa dedicheremo anche a questo tutte le attenzioni che merita. Anche perché attualmente è quello che gode del maggiore supporto da parte di produttori di dispositivi elettronici. Aggiungiamo che inter-opererà con Cortana e questo potrebbe ampliarne ulteriormente l’area di utilizzo.

Riproduzioni musicali e multimediali

Google, oltre a creare l’assistente vocale Google Assistant, ha immesso sul mercato una linea di prodotti, denominati Google Home, dedicati specificatamente a svolgere il ruolo di assistente vocali. Sono Assistenti vocali a sé stanti, muniti del corredo hardware descritto in precedenza. Una volta installati, collegati alla rete Wi-Fi e configurati, sono pronti per interagire con richieste di informazioni e dispositivi presenti in un’abitazione. Si può partire dalle usuali richieste su Ora, Tempo, Notizie di giornata, per passare a riproduzioni musicali in streaming. Il passo successivo è di interagire con altri dispositivi compatibili presenti nella stessa Rete Informatica. Per consentire il dialogo fra dispositivi multimediali, Google ha realizzato una tecnologia denominata Chromecast, che consente di gestire riproduzioni e trasmissioni in Rete di contenuti sia audio che video. Oltre ai ricevitori della stessa azienda, Chromecast Ultra, Chromecast e Chromecast Audio, questa tecnologia è stata integrata in apparecchi audio e video di svariati produttori, tanto da candidarsi a divenire uno standard. L’aspetto interessante è che questi dispositivi, oltre che via software (APP), sono comandabili da dispositivi Google Assistant. Utilizzando questi apparecchi si possono impartire comandi vocali da eseguire con i ricevitori Chromecast. Facciamo un esempio, si vuole guardare un Film da Netflix o un video da YouTube, collegando un dispositivo Chromecast alla TV è possibile dire a Google Assistant: “Riproduci da Netflix/YouTube, Titolo del Film/Video”, “su Nome del dispositivo”, e la riproduzione del Film/Video verrà avviata sul dispositivo indicato. Se il TV è compatibile col dispositivo Chromecast, questo verrà acceso e commutato automaticamente sull’ingresso al quale è collegato il dispositivo. Il volume di ascolto sarà regolabile sempre vocalmente sul dispositivo Chromecast, così come messa in pausa e ripresa o arresto della riproduzione.  

I comandi vocali sono ancor più comodi se si vuole avviare una riproduzione musicale. Attualmente i servizi di streaming compatibili con Google Home sono: Spotify, Deezer Premium/Hi-Fi, Google Play, YouTube music, e TuneIn per le Radio Internet. Una volta impostate selezione e configurato l’accesso ad uno di questi servizi, similmente a quanto avviene con i servizi video appena descritti, è possibile eseguire la seguente sequenza di comandi: “… Riproduci Gloria di The Doors”, “su Nome del dispositivo”.

È bene tenere presente che vari produttori Hi-Fi stanno integrando Chromecast audio nei loro prodotti, rendendo in questo modo gli apparecchi compatibili con i comandi vocali di Google Assistant.

Home Automation

Google Assistant oltre ad interagire vocalmente con dispositivi multimediali che supportano Chromecast, interagisce con apparecchi d’uso domestico compatibili. Oltre al termostato Nest e alle telecamere di sorveglianza prodotte da Google, aziende come Philips hanno realizzato sistemi di illuminazione controllabili tramite assistenti vocali. Lampade e lampadine della Serie Hue di Philips ad esempio, sono integrabili e comandabili vocalmente oltre che con APP. La serie di comandi prevista è ampia:

  • accensione e spegnimento
  • regolazione della luminosità
  • richiamo degli scenari luminosi preimpostati
  • gestione di singole lampade o gruppi
  • gestione differenziata di più ambienti.

In buona sostanza i comandi vocali si stanno diffondendo ampiamente, sia come capacità e sia come compatibilità. Come detto inizialmente, sono in pieno sviluppo l’attitudine a interagire con linguaggi naturali e dispositivi d’uso quotidiano, così come le funzioni che sono in grado di svolgere.

Cosa occorre

Il funzionamento degli assistenti vocali avviene tramite connessione Internet, la comprensione dei comandi e l’elaborazione delle sequenze necessarie ad eseguirli non avviene localmente. I dati sono trasmessi dallo Smart Speaker ad elaboratori remoti che interpretano le parole ed elaborano le sequenze di comandi da trasmettere ai dispositivi che dovranno eseguire le attività richieste.  Per metterli in funzione è necessario accedere ad una connessione Internet e disporre di una Rete informatica locale, alla quale connettere gli Smart Speaker.
Per prima cosa Google Assistant prevede la creazione di un Account Gmail, creato il quale con l’APP Google Home sarà possibile procedere alla configurazione delle Impostazioni dello Speaker, dei servizi da utilizzare, associarlo agli ambienti dell’abitazione, individuare i dispositivi con i quali lo si vuole fare interagire.
Terminata questa fase si potrà iniziare ad utilizzarlo, ovviamente dialogando. Si potranno richiedere informazioni o impartire comandi. Come detto in precedenza, le capacità sono in espansione, i modi e quel che è possibile fare si evolve nel tempo.

Quali Smart Speaker

Finora abbiamo fatto cenno agli assistenti vocali della serie Google Home, che comprende tre modelli, dei quali solo due sono attualmente disponibili in Italia:

  • Home
  • Home mini.

Abbiamo provato entrambi i dispositivi e abbiamo rilevato che Home è più affidabile nel rilevare i comandi vocali rispetto a Home mini. Per quanto riguarda la riproduzione audio entrambi sono sensibilmente limitati, ma Home mini è utilizzabile quasi solo per l’ascolto del parlato.

Da alcuni giorni abbiamo potuto provare anche lo Smart Speaker Panasonic SC-GA10. La realizzazione è più accurata se messa a confronto con i prodotti di Google, la sensibilità nel rilevare la voce è buona, e la qualità della riproduzione audio nettamente superiore. Non solo, Panasonic SC-GA10 offre funzionalità che non sono in alcun modo presenti nei prodotti della serie Google Home. Oltre all’utilizzo dei servizi di streaming previsti con Google Home, con lo Smart Speaker Panasonic è possibile:

  • accedere alla riproduzione di raccolte musicali locali
  • utilizzare servizi di streaming non disponibili nei Google Home
  • associare due SC-GA10 per realizzare un riproduzione stereo
  • utilizzare dispositivi aggiuntivi per comporre un sistema stereo multi-room
  • ingresso AUX analogico per il collegamento di dispositivi esterni.

Queste funzioni aggiuntive al momento non sono controllabili vocalmente, ma utilizzando l’APP Panasonic Music Streaming. Questa APP consente sia la configurazione delle funzioni aggiuntive che l’uso.

Per le funzionalità offerte sarebbe riduttivo presentare il prodotto Panasonic solo come un Assistente Vocale, oltre a svolgere ottimamente questa funzione è un Sistema audio e multi-ambiente, completo.

Oltre ai prodotti Google e Panasonic è annunciato l’arrivo in Italia dello Smart Speaker Polk Assist di Polk Audio.

Note finali

Al di là della curiosità e del vezzo innovativo ad utilizzare comandi vocali, l’uso di Smart Speaker è certamente comodo, soprattutto in situazioni nelle quali è inabituale o costrittivo reggere in mano uno smartphone per impartire comandi o eseguire funzioni. I comandi vocali consentono un’immediatezza d’uso impossibile da ottenere utilizzando APP che richiedono Tocchi e/o Digitazioni multiple su uno schermo.
Mettiamola in questi termini, la catena di operazioni da svolgere per passare da un pensiero alla sua attuazione pratica, in vari casi e situazioni, prevede un minor numero di passaggi ricorrendo all’uso di comandi vocali. Con questo non si vuole affermare che i comandi vocali sono la panacea pronta e usufruibile per qualsiasi utilizzo. Si sta semplicemente rilevando che l’attuale stadio di sviluppo è utilizzabile e promettente. Certamente dovranno essere ulteriormente sviluppati, ma quel che consentono e come consentono di farlo è preferibile ad altre forme di interazione.

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